Rottamazione bollo auto 2026: come funziona e quali Regioni hanno aderito

La rottamazione del bollo auto 2026 consente ad alcuni automobilisti di regolarizzare vecchi debiti relativi alla tassa automobilistica beneficiando della cancellazione di sanzioni e interessi.
L’agevolazione, però, non è valida automaticamente in tutta Italia. Il bollo auto è un tributo regionale e ogni Regione deve decidere se aderire alla definizione agevolata.
Vediamo chi può richiederla, quali somme devono essere pagate e cosa cambia per gli automobilisti dell’Emilia-Romagna.
Che cos’è la rottamazione del bollo auto
La misura riguarda i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 dagli enti territoriali che hanno aderito.
È importante precisare che queste date si riferiscono al momento in cui il debito è stato affidato alla riscossione e non necessariamente all’anno di scadenza del bollo.
Chi possiede i requisiti può pagare:
l’importo originario del bollo;
le eventuali spese di notifica;
le spese sostenute per le procedure esecutive.
Vengono invece eliminate, nei limiti previsti dalla normativa:
sanzioni;
interessi di mora;
maggiorazioni;
somme accessorie collegate al ritardato pagamento.
Non si tratta quindi della cancellazione completa del debito: il bollo non pagato rimane dovuto, ma il contribuente può regolarizzarlo senza una parte degli importi aggiuntivi accumulati nel tempo.
Quali Regioni hanno aderito
Secondo le informazioni disponibili al 22 settembre 2026, hanno aderito alla definizione agevolata:
Campania;
Lazio;
Basilicata;
Puglia;
Umbria.
La Sicilia ha invece introdotto una propria sanatoria regionale con regole specifiche.
Poiché le modalità possono variare, prima di presentare la richiesta è necessario controllare il portale ufficiale della propria Regione e verificare che il debito sia effettivamente compreso nella misura.
L’Emilia-Romagna ha aderito?
Al momento l’Emilia-Romagna non risulta tra le Regioni che hanno aderito alla rottamazione del bollo auto.
Pertanto, chi risiede a Reggio Emilia, Modena, Bologna, Parma o nelle altre province emiliano-romagnole non deve presumere che i bolli arretrati possano essere automaticamente sanati attraverso questa procedura.
Inoltre, dal 1° gennaio 2026 le tariffe del bollo auto in Emilia-Romagna sono aumentate del 10%. L’incremento riguarda i periodi tributari decorrenti da tale data e si applica alle diverse tipologie di veicoli, classi ambientali e fasce di potenza.
Per conoscere l’importo esatto è possibile utilizzare il servizio di calcolo del bollo disponibile sul sito ACI o rivolgersi agli sportelli regionali di assistenza.
Come presentare la domanda
Per i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dagli enti aderenti, la domanda può essere presentata esclusivamente online dal 16 settembre al 31 ottobre 2026.
Prima di procedere è consigliabile:
accedere all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione;
controllare la presenza di carichi potenzialmente definibili;
verificare che la propria Regione abbia aderito;
leggere le condizioni e il piano di pagamento proposto;
conservare la ricevuta della domanda.
La richiesta non deve essere inviata se il debito non compare tra quelli ammessi alla definizione agevolata.
La rottamazione riguarda anche i bolli futuri?
No. La sanatoria interessa soltanto determinati debiti arretrati già affidati alla riscossione.
Il bollo auto corrente deve continuare a essere pagato regolarmente entro la scadenza prevista. La rottamazione dei debiti pregressi non rappresenta un’esenzione e non elimina l’obbligo di pagare i bolli successivi.
Cosa verificare quando si vende un’auto usata
Prima di vendere un’automobile è utile controllare:
la regolarità dei pagamenti del bollo;
l’eventuale presenza di cartelle o avvisi;
l’assenza di un fermo amministrativo;
la corretta registrazione del passaggio di proprietà al PRA.
Il bollo è collegato al proprietario del veicolo secondo le regole vigenti alla relativa scadenza. Vendere l’auto, quindi, non cancella automaticamente eventuali debiti maturati in precedenza.
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Articolo aggiornato al 22 settembre 2026. Le disposizioni fiscali possono essere modificate; prima di presentare una domanda è sempre opportuno consultare la propria Regione e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

